I migranti che si spostano dentro l’Africa sono di più di quelli che lasciano il Continente

“Alla fine del 2017, in tutto il mondo 68,5 milioni di persone esrano state cacciate dalle loro case, cioè una cifra superiore a quella della popolazione della Thilandia” secondo il Global Trends survey dell’UNHCR in occasione del World Refugee Day che si celebra il 20 giugno. I rifugiati scappati dai loro Paesi per sfuggire a guerre e persecuzioni nel 2017 sono arrivati a 25,4 milioni, 2,9 milioni in più che nel 2016, l’aumento più forte mai registrato dall’Unhcr in un solo anno. E questo coincide però con un calo record degli ingressi di profughi in Europa. Ma non solo. Sono i numeri delle migrazioni a raccontare una realtà ben più complessa e inaspettata che scardina i luoghi comuni associati alla retorica “dell’invasione”.

La maggior parte dei migranti africani si muove all’interno del continente: nel 2017 19 milioni di migranti si sono trasferiti dentro l’Africa mentre sono stati 17 milioni gli africani che hanno lasciato il continente. Ma il divario si sta restringendo. L’Africa è anche una destinazione migratoria per 5,5 milioni di persone che venivano da fuori dal continente.

La migrazione africana potrebbe stimolare la crescita e trasformare positivamente la struttura dell’economia del continente. È quanto rivela, secondo un lungo articolo di Nigrizia.it, il Rapporto sullo sviluppo economico 2018 dell’Unctad (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo) in AfricaEconomic Development in Africa Report: Migration for Structural Transformation.

“I movimenti di popolazione attraverso i confini offrono spesso agli individui la possibilità di una vita migliore con i benefici sociali ed economici che si estendono ai paesi di origine e di destinazione, così come alle generazioni future. La nostra analisi dimostra che ciò è vero per milioni di migranti africani e le loro famiglie. Eppure gran parte del discorso pubblico, in particolare per quanto riguarda le migrazioni internazionali africane, è pieno di idee sbagliate che sono diventate parte di una narrativa divisiva, ingannevole e dannosa”, ha detto il segretario generale dell’Unctad, Mukhisa Kituyi.

Come si legge nell’articolo: “nel 2017 le prime 5 destinazioni migratorie intra-africane (paesi riceventi in ordine decrescente) sono stati in Sudafrica, Costa d’Avorio, Uganda, Nigeria ed Etiopia (tutte oltre 1 milione di migranti). Dietro i numeri si trova l’analisi economica che mostra il beneficio netto della migrazione in Africa. Il contributo dei migranti internazionali al Pil è stato misurato nel 19% in Costa d’Avorio (2008), nel 13% in Rwanda (2012), nel 9% in Sudafrica (2011) e nell’1% in Ghana (2010)”.

In evidenza anche altri risultati importanti del rapporto:

 • L’età media dei migranti internazionali africani nel 2017 era di 31 anni, l’età media più bassa a livello globale.

• Nel 2017, le donne migranti costituivano quasi la metà di tutti i migranti internazionali in Africa (47%). Il numero assoluto di donne migranti internazionali è passato da 6,9 milioni nel 2000 a 11,6 milioni nel 2017.

• L’Africa ospita la maggior parte dei rifugiati e degli sfollati interni.

Per approfondire: nigrizia.it

Foto @Agire

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