La Zakat e Waqf? Ecco le forme di donazione islamica spiegate bene

Una forma di contributo privato destinato ad assumere sempre maggior rilievo è quello che i musulmani versano attraverso Zakat e Waqf, contributi concepiti dall’Islam per bilanciare la diseguaglianza sociale e fondare una società più giusta.

Che cos’è la Zakat? La parola Zakat significa ‘purezza’ ed è una sorta di tassa sociale che tutti i musulmani benestanti devono versare al fine di purificare le proprie ricchezze agli occhi di Allah. Come uno dei cinque pilastri dell’Islam, è un dovere per tutti i musulmani condividere una parte dei propri averi con i più bisognosi, in modo tale che la parte restante della ricchezza sia purificata e se ne possa beneficiare senza colpe.
A pagare la Zakat sono i musulmani adulti sani che raggiungono la soglia del Nisab, l’equivalente monetario di 85 grammi d’oro, che viene calcolata al momento del versamento della Zakat. Gli elementi da cui la ricchezza può essere derivata sono: bestiame, coltivazioni, oro, argento e merci per le imprese. La Zakat deve essere pagata anche sui depositi in contanti presso le banche. Tutti gli elementi personali da cui non si può derivare la ricchezza e che non devono essere utilizzati per il commercio non sono inclusi nel calcolo della Zakat. Per pagare la Zakat bisogna aver raggiunto la quota minima di Nisab da un intero anno. Secondo i precetti islamici i proventi della Zakat sono destinati a sette categorie di persone:

1) gli indigenti che non possono provvedere alla risposta alle necessità di base;
2) i poveri e i bisognosi, non solo i nullatenenti ma anche coloro che – in possesso di patrimoni minimi – non raggiungono il Nisab;
3) il personale addetto alla raccolta della Zakat (pagamento del lavoro di chi la raccoglie e di chi la redistribuisce ai bisognosi);
4) i nuovi musulmani che si sono impoveriti o sono stati perseguitati per aver scelto di abbracciare l’islam;
5) coloro che si sono indebitati e non riescono a saldare il debito;
6) coloro che camminano sul sentiero di dio e per la difesa della Patria;
7) i viaggiatori che necessitano di sostegno economico per raggiungere la destinazione finale.

Cosa è il Waqf? Il termine Waqf indica l’“immobilizzazione” di un bene materiale e la sua messa a frutto economica finalizzata alla donazione del ricavato ai poveri. In altri termini il Waqf è una “sadaqah jariah” (elemosina continua) i cui effetti benefici e l’utilità aumentano durante tutta la vita del donatore e soprattutto continuano anche dopo la sua morte. I proventi del Waqf vengono calcolati e distribuiti alla fine di ogni anno. Acquistando una o più azioni del Waqf, intestate a proprio nome o a quello di un parente o amico, si può contribuire alla realizzazione di progetti in ambito umanitario e filantropico.

La Zakat, ha attirato un’attenzione particolare negli ultimi anni come fonte di finanziamento per gli aiuti umanitari domestici e internazionali. Il potenziale della finanza sociale islamica nel contribuire a colmare alla carenza di fondi umanitari è stato riconosciuto anche dalle Nazioni Unite, nel rapporto dell’ High Level Panel on Humanitarian Financing al Segretario Generale del 2016. Al World Humanitarian Summit, inoltre, sono stati annunciati impegni finanziari per l’umanitario (Waqf) da parte di Maybank Islamic e la creazione di una piattaforma globale di investimenti per la finanza islamica sostenuta dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite e della Banca di sviluppo islamico per il raggiungimento degli obiettivi del millennio.

Non ci sono dati precisi o affidabili per calcolare l’ammontare globale dei fondi raccolti dalla finanza sociale islamica, ma si è nell’ordine di decine di miliardi di dollari annui. Stime precise, però, sono possibili solo per alcuni paesi a maggioranza musulmana, dove la Zakat viene redistribuita direttamente dallo stato. In Indonesia, per esempio, la nazione con più ampia popolazione musulmana al mondo, la cifra raccolta nel 2015 è aumentata di 37 volte rispetto al 2002 e ha raggiunto il picco di 273 milioni di dollari. Nello stesso periodo, l’assistenza umanitaria internazionale per l’Indonesia è scesa da un massimo di 822 milioni di dollari nel 2005, a seguito dell’attacco del tsunami dell’Oceano Indiano e del terremoto di Sumatra, a soli 52 milioni di dollari nel 2015. Il ruolo della finanza islamica è divenuto pertanto fondamentale per rispondere ai bisogni del paese. Il consiglio nazionale indonesiano Zacate (BaZnas) suggerisce inoltre che vi sia ulteriore potenziale di sviluppo per questa forma di assistenza nei prossimi 20 anni.

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