Un terzo dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo italiano è destinato all’accoglienza dei rifugiati

Nel 2016 l’assistenza umanitaria globale è aumentata per il quarto anno consecutivo, raggiungendo un nuovo record: 27,3 miliardi di euro. Una crescita di 1,6 miliardi rispetto al 2015 e un aumento percentuale
di quasi il 70% rispetto al 2012. L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo è cresciuto progressivamente dal 2012 e nel 2016 ha raggiunto la cifra di 124 miliardi, a cui si aggiungono 20,3 miliardi di assistenza umanitaria pubblica. Nello stesso periodo l’assistenza umanitaria è aumentata proporzionalmente all’aumento delle crisi. Mediamente, nell’ultima decade, ha inciso dell’11% sul totale APS, passando dal 9% del 2006 al 13% del 2016.

L’incremento dell’APS è in parte imputabile anche ad una maggiore spesa per l’ospitalità interna dei rifugiati. I contributi destinati dai singoli stati all’accoglienza interna dei rifugiati sono complessi da calcolare in maniera univoca. La Turchia, ad esempio, classifica i contributi per l’assistenza ai rifugiati siriani come assistenza umanitaria. Nel caso del Libano e della Giordania, invece, che ospitano rispettivamente 1 milione e 0,7 milioni di rifugiati, esiste una stima dell’impatto economico nel paese ma non delle spese governative correlate. Solo i governi dei paesi Oecd-Dac riportano alcuni contributi destinati all’accoglienza dei rifugiati in una specifica categoria dell’APS chiamata “in-donor refugee hosting costs”, che comprende i costi dei primi anni di ospitalità di rifugiati e richiedenti asilo.

L’analisi di questi costi mostra un aumento significativo negli ultimi tre anni. Tra il 2014 e il 2015 sono quasi raddoppiati, passando dai 6,6 miliardi di dollari a oltre 12 miliardi di dollari, seguiti da un più basso incremento del 28% nel 2016, che ha portato il totale a quasi 16 miliardi di dollari. 

Nel 2016 la Germania registra i più alti livelli di “In-donor refugees hosting costs”: 6,2 miliardi di dollari, oltre il doppio del 2015, e innalza il suo contributo totale ben oltre i livelli dei due donatori al secondo e al terzo posto, Stati Uniti e Italia, entrambi prossimi alla cifra di 1,7 miliardi. Da questi dati risulta evidente non solo che circa un terzo dell’aiuto Pubblico allo sviluppo in Italia è destinato all’accoglienza dei rifugiati, ma anche che l’APS italiano, in relazione al reddito nazionale lordo, è inferiore alla media degli altri paesi Dac. Rispondere ai bisogni e proteggere i diritti dei rifugiati in arrivo è senza dubbio una priorità, ma altrettanto importante è assicurarsi che alti livelli di aiuto siano devoluti all’assistenza umanitaria, nonché alla cooperazione internazionale, affinché sia dato il necessario sostegno a chi vive una condizione di particolare vulnerabilità e si possano innescare processi endogeni di sviluppo e crescita in linea con gli obiettivi della nuova Agenda 2030.

L’approfondimento fa parte de “Il Valore dell’Aiuto”, scarica il  Rapporto Completo

Foto @Agire_Alessio Romenzi

 

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