Lago Ciad, la crisi continua

Violenza e spostamenti forzati. L’insurrezione di Boko Haram, durata otto anni, ha portato vaste aree attorno al Lago Ciad, la più importante fonte di acqua dolce e mezzi di sostentamento della regione, verso l’orlo del disastro. La siccità degli ultimi due anni si è aggiunta agli altri problemi, peggiorando ulteriormente le condizioni di vita degli abitanti di queste zone.  Circa 2,3 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, 7,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare urgente  e le percentuali di malnutrizione infantile sono ben al di là delle soglie di emergenza. Milioni di persone hanno accesso limitato o nullo ai servizi di base come acqua, assistenza sanitaria o istruzione. La maggior parte degli sfollati è ospitata da comunità che a loro volta sono tra le più vulnerabili al mondo. Negli ultimi mesi si è assistito a una nuova ondata di violenza: gli attacchi suicidi sono diventati più frequenti e il numero di bambini reclutati per partecipare alle violenze è quadruplicato nel 2017. In Niger, attacchi vicino al confine con il Ciad hanno causato nuovi spostamenti transfrontalieri, e in Ciad una dozzina di villaggi sono stati attaccati negli ultimi mesi.

Emergenza Alimentare. L’insicurezza alimentare si è aggravata nel 2016 a causa della siccità. Negli ultimi dodici mesi, le ONG (tra cui quelle del network di AGIRE) e le Nazioni Unite hanno fortemente accentuato l’assistenza umanitaria, scongiurando in parte la catastrofe. Ma  le comunità rimangono molto fragili: 7,2 milioni di persone richiedono un’assistenza alimentare urgente e nella regione, più di mezzo milione di bambini sono gravemente malnutriti.

Mancanza di sicurezza. Sono I civili a pagare il prezzo più alto del conflitto. Le violenze continue e gli spostamenti forzati causano morti e feriti, violazioni dei diritti, difficoltà di accesso ai servizi e all’istruzione. Donne e ragazze vengono rapite e sottoposte ad abusi fisici e psicologici, matrimoni forzati, schiavitù sessuale o lavoro forzato. Boko Haram si accanisce anche contro sfollati e rifugiati, strutture sanitarie e scuole. Per questo spazi sicuri per le donne e i bambini, accesso ai servizi essenziali e supporto psicologico devono essere centrali per la risposta umanitaria.

Gli interventi delle ONG di AGIRE. Gli interventi di COOPI e Oxfam in Ciad, Niger e Nigeria sono mirati non solo all’assistenza alimentare ma anche alla costruzione di classi e scuole sicure, educazione in emergenza, assistenza psicologica. La nostra risposta umanitaria nel 2017 ha raggiunto migliaia di persone e ha senza dubbio salvato molte vite. Ma i bisogni continuano ad essere molto alti e dobbiamo continuare a portare il nostro aiuto in queste aree martoriate. Contiamo su di te per sostenere gli interventi delle ONG del network di AGIRE che lavorano a fianco della popolazione più vulnerabile nel bacino del Lago Ciad. #NONSENZADITE!

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@Foto: Antonio Piccoli per COOPI

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